Re Sol Ut Si.. ont!
Dall’algoritmo del cubo di Rubik alla partitura
Le rotazioni del cubo si trasformano in un’architettura sonora per 18 strumenti
Re Sol Ut Si.. ont! La risoluzione sonora del Cubo
Il progetto nasce da una sfida intellettuale insolita: trasformare il Cubo di Rubik in uno strumento di composizione algoritmica.
Il titolo gioca sulla parola francese Résolution (risoluzione), scomponendola nelle note Re, Sol, Ut (l'antico Do) e Si, seguite dall'esclamazione "...ont!" (hanno!). L'opera non si limita a descrivere il celebre rompicapo, ma lo utilizza come una partitura tridimensionale in continua evoluzione, dove ogni rotazione delle facce corrisponde a una mutazione precisa della struttura armonica e timbrica.
L’architettura del Cubo: famiglie e scale esatonali
La genesi del brano poggia su un sistema di corrispondenze rigoroso tra i colori del cubo e l'organico orchestrale.
Le sei facce sono associate ad altrettante famiglie di strumenti (dai legni agli archi, dalle tastiere alle percussioni), mentre le singole "faccine" (sticker) determinano le altezze dei suoni. Il sistema utilizza due scale esatonali speculari che, intrecciandosi, coprono il totale cromatico. In questo modo, ogni configurazione del cubo genera un "mosaico" sonoro unico, dove la disposizione dei colori sulla faccia anteriore decide quali strumenti debbano suonare e quali note si debbano eseguire.
Ecco gli abbinamenti fra colori, famiglie orchestrali, strumenti e suoni:
Dalle mosse alla partitura: l'algoritmo del movimento
Il cuore del progetto è la traduzione del movimento fisico in dinamica musicale.
Ogni "mossa" di risoluzione del cubo (come U, R, F nella notazione internazionale) viene analizzata e trasformata in una misura della partitura. La varietà cromatica di una faccia determina la dinamica: un unico colore produce un fortissimo (ff), mentre la presenza di tutti e sei i colori porta a un pianissimo (pp). La musica diventa così la cronaca acustica di un disordine che tende verso l'ordine, riflettendo la tensione intellettuale di chi cerca di riportare ogni faccia alla sua unità cromatica.
Sincronia visiva e sonora: l'ensemble di 18 strumenti
Scritto per un ensemble di 18 strumenti, "Re Sol Ut Si.. ont!" si sviluppa come un dialogo serrato tra logica matematica e percezione estetica.
La durata dei suoni e le modalità di emissione - legato, staccato, tremoli - non sono arbitrarie, ma derivano dalla permanenza o dal cambiamento dei colori nelle sequenze di rotazione. Il risultato è un'opera di musica contemporanea che "suona" la logica del Rubik, offrendo all'ascoltatore non solo una composizione, ma la rappresentazione sonora di un processo mentale che trova la sua "risoluzione" finale nella distribuzione “perfetta” di una sequenza di quinte giuste.