Bach’s Hidden Cantus

La rinascita di una pratica dimenticata: violino e pedaliera d’organo

Destrutturazione e rielaborazione del Preludio al Corale BWV 659

OVNI Baroque: un incontro nel segno dell'insolito

Il progetto nasce dall’incontro folgorante con il lavoro di Emmanuelle Dauvin, musicista capace di riportare alla luce una prassi esecutiva barocca tanto affascinante quanto complessa: suonare simultaneamente il violino e la pedaliera dell’organo.

Il nome stesso del suo progetto, OVNI (Orgue - Violon - Nouvelle Interprétation), evoca l’idea di un oggetto musicale non identificato, un’anomalia che sfida le convenzioni moderne e richiede al compositore di ripensare completamente la scrittura per lo strumento.

Il contesto storico

Il Preludio al Corale Nun komm, der Heiden Heiland (BWV 659) appartiene al ciclo dei Diciotto Corali di Lipsia, una raccolta di rielaborazioni tarde in cui Bach rivisita i grandi corali luterani, conferendo loro la massima densità espressiva e teologica.

In questo brano, la melodia del corale si dispiega come un cantus firmus ornato, avvolto in un contrappunto intenso e contemplativo, dove ogni voce contribuisce a un equilibrio di straordinaria perfezione.

Il testo, tratto dai corali di Martin Lutero e Philipp Nicolai, dai recitativi poetici (Erdmann Neumeister) e da passi biblici, intreccia diverse voci della tradizione luterana, ispirandosi all'inno ambrosiano Veni redemptor gentium. Esso evoca la venuta del Salvatore, l'attesa dell'Avvento e il mistero dell'Incarnazione. La musica di Bach trasforma questa invocazione in un tessuto di voci che conversano con intensità spirituale, rendendo udibile la tensione tra l'attesa e la gioia per l'arrivo del Salvatore.

Un'esperienza di "decostruzione"

La presente versione propone un atto di ascolto e di reimmaginazione: spostare l'attenzione dalle gerarchie tradizionali delle voci per affidare a una voce interna del Preludio le parole cantate del Corale. Un gesto, apparentemente minimale, che rivela in realtà due dimensioni:

  • da un lato, lo stupore per la costruzione di Bach, che rimane perfettamente coerente anche quando l'assetto delle voci viene alterato;

  • dall'altro, la possibilità di concedere dignità vocale a una linea originariamente concepita come trama strumentale, trasformando il Preludio quasi in una creatura ibrida, a metà strada tra la contemplazione strumentale e la proclamazione corale.

Il senso della rielaborazione

La trascrizione è stata realizzata per tre organici. La voce è quella di un Soprano o un Mezzo Soprano.

  • voce, violino e pedaliera d’organo

  • voce, violino e violoncello

  • voce e quartetto d’archi

È un invito a lasciarsi sorprendere dal fatto che, anche quando le voci cambiano ruolo e prospettiva offrendo nuove risonanze, la musica continua a sostenersi con intatta bellezza. In questo modo, l'ascoltatore può scoprire la potenza universale del messaggio di Bach.

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