Het Stervensuur

La Maschera Pietosa: un ponte visivo tra l'Olanda e le piazze storiche di Torino

Colonna sonora per il 1911 Lokomotif Ensemble e il Museo del Cinema, scritta con mio fratello Roberto

Het Stervensuur: un dramma olandese nell’età del muto

Prodotto nel 1914 dalla società olandese Film-Fabriek Hollandia e diretto da Maurits Binger, "Het Stervensuur" (titolo italiano: La Maschera Pietosa) è un mediometraggio che incarna perfettamente il gusto dell'epoca per i drammi intensi e le atmosfere cariche di tensione.

Il film narra una vicenda oscura e psicologica, tipica del cinema europeo pre-bellico, dove il destino dei protagonisti si intreccia in una trama di segreti e rivelazioni. Sebbene la regia e la produzione battano bandiera olandese, la pellicola è diventata un pezzo pregiato delle collezioni del Museo Nazionale del Cinema di Torino, che ne ha curato il recupero e la conservazione, restituendo agli studiosi e al pubblico un’opera che brilla per la sua qualità fotografica e per una narrazione visiva sorprendentemente moderna.

Torino 1914: il prodigio tecnico di Piazza Vittorio

Uno degli aspetti più straordinari di questo film è l'eccezionale documentazione visiva della Torino di inizio secolo.

La pellicola ci regala riprese mozzafiato di una città in festa — probabilmente durante il Carnevale o una delle grandi Esposizioni internazionali — con una moltitudine di persone che invade le strade. Il vero "miracolo" tecnico, tuttavia, avviene in Piazza Vittorio Veneto: qui le telecamere catturano scene incredibili su un ottovolante (il leggendario Figure Eight) montato proprio nel cuore della piazza.

La decisione di montare una cinepresa su un vagoncino in corsa, sfida alle leggi della fisica e della stabilità dell'epoca, rimane ancora oggi un prodigio della tecnica cinematografica. Queste sequenze regalano allo spettatore un punto di vista dinamico e vertiginoso, trasformando il mediometraggio in un documento storico e architettonico di inestimabile valore, capace di far vibrare la Torino del 1914 con una vitalità quasi contemporanea.

La commissione del Museo Nazionale del Cinema: un’architettura sonora tra ensemble e rumorismo

Per la sonorizzazione di questo mediometraggio, commissionata dal Museo Nazionale del Cinema, abbiamo concepito una partitura cameristica affidata a un ensemble di otto musicisti: flauto, clarinetto, tromba, fisarmonica, pianoforte e tastiere, drums, violino e contrabbasso. La musica funge da collante tra generi diversi, attraversando l'intero Novecento e mescolando tonalità e atonalità, ritmi di tango, minimalismo e cakewalk. Una varietà stilistica non casuale, che serve a creare livelli sonori contrapposti e sovrapposti che dialogano con la densità visiva della pellicola, offrendo una lettura dinamica e mai scontata delle immagini del 1914.

L'elemento di rottura e modernità è rappresentato dall'inserimento di un rumorista, incaricato di generare suoni che appartengono esclusivamente al nostro "oggi". Questi rumori, che un secolo fa sarebbe stato impossibile udire, agiscono come una vera e propria time-machine, innescando continui cortocircuiti tra la realtà visiva del passato e il nostro mondo acustico quotidiano. Tastiere alfanumeriche di computer che emulano lo stropiccio della carta, stampanti ad aghi che evocano i cigolii degli antichi ottovolanti e suonerie di cellulari che danno una voce inaspettatamente moderna alla folla festeggiante di cento anni fa. Allo spettatore-ascoltatore resta il compito di muoversi tra familiarità e alienazione, riconoscendo il proprio paesaggio sonoro contemporaneo sullo sfondo di un’estetica nata al tempo di Georges Méliès.

Il cantiere del suono: l’anima dell’Ensemble tra bit e realtà

La colonna sonora de La Maschera Pietosa nasce da un’ibridazione produttiva: abbiamo utilizzato le librerie EastWest per tessere una trama orchestrale moderna, poi "umanizzata" dalla registrazione integrale in studio da parte del 1911 Lokomotif Ensemble. Questa formazione, da noi diretta e specializzata nel cinema muto, ha infuso nella partitura il calore e il fraseggio che solo l’esecuzione dal vivo può garantire a strumenti come il flauto, gli archi o la fisarmonica.

In questa sinergia, ogni intervento solistico è stato cucito sulle espressioni degli attori del 1914 e sul ritmo delle riprese torinesi.

London calling: La Maschera Pietosa all’Istituto Italiano di Cultura

Il prestigio internazionale di questo lavoro è stato suggellato da un evento presso l'Istituto Italiano di Cultura di Londra.

La serata, intitolata "Year 1914, Year 2014", ha celebrato il centenario del cinema muto torinese portando nel cuore di Belgrave Square una selezione di cortometraggi restaurati e, naturalmente, il mediometraggio Het Stervensuur. In questa occasione, abbiamo presentato la nostra visione di "macchina del tempo" sonora davanti a una platea d'eccezione, composta dai vertici delle più importanti istituzioni culturali britanniche, tra cui la BBC, il British Film Institute e la Royal Academy of Arts.

L'evento non è stato solo una proiezione, ma un dialogo intermediale tra passato e presente. Oltre alle musiche registrate dal 1911 Lokomotif Ensemble, abbiamo eseguito dal vivo alcune partiture, illustrando al pubblico londinese il processo creativo dietro la sonorizzazione: quel "caleidoscopio sonoro" capace di unire le emozioni di un set di cent'anni fa con le tecnologie e le estetiche del XXI secolo. Il successo della serata ha confermato come il linguaggio universale del cinema muto, rigenerato da una scrittura musicale contemporanea, sia in grado di abbattere i confini geografici e temporali, portando un pezzo di storia torinese a dialogare con i massimi esperti della cultura internazionale.

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